Riflessioni sulle Pive Natalizie
Come ogni anno, anche quest’anno, riprende il tradizionale appuntamento della banda di Cornaredo con le “Pive Natalizie”.
Viene da chiedersi perché questa tradizione, che tutto sommato può sembrare un po’ obsoleta ed anacronistica, continui ad essere portata avanti dal gruppo musicale nel periodo pre-natalizio.
Ovviamente, tramite le offerte ricevute durante le pive, il corpo musicale civico mette da parte un gruzzoletto che fa sempre comodo vista la penuria economica di questi tempi.
Ma è tutto qui?
Il “gruzzoletto” che si riesce a raccogliere in questo frangente non è così cospicuo rispetto alle sovvenzioni racimolate annualmente attraverso i fondi comunali e a quelli offerti dal parroco di Cornaredo. Anzi, in certe giornate, è decisamente scarso.
Cos’è allora che induce più persone a riunirsi per le strade suonando motivi natalizi nonostante il freddo pungente alle mani (si suona senza guanti ovviamente) e la possibilità di fare altre attività sicuramente più urgenti in questi giorni prima delle feste ricche di spese e regali?
Forse proprio il ritagliarsi uno spazio in cui il Natale abbia ancora il valore di una volta, fuori dal consumismo che è tipico di questo tempo, fuori dalle corse e dai regali; uno spazio da dedicare allo spirito suonando all’aria aperta motivi natalizi che ci riportano all’infanzia e trasmettono a tutti gioia e serenità. Uno spazio in cui sorridere e divertirsi nonostante le urgenze quotidiane.
Forse il vedere alle finestre e ai balconi tanti adulti e bambini che si affacciano sorridenti e apprezzano le note festose che portano allegria in casa; persone contente di sentire questa musica, persone a cui farebbe piacere partecipare ai concerti di Natale ma sono costrette a rinunciarvi invischiati in spese ed incombenze a cui non riescono a rinunciare
Forse il vedere nei cortili tante persone anziane che si emozionano visibilmente in ricordo di un marito o un di padre che suonava nella banda “anni addietro”, quando il suono della banda era l’unico che attraversava il paese nei momenti solenni e nei momenti di festa.
Forse perché, essendo sotto Natale, è un dono semplice che facciamo agli altri ed al contempo a noi stessi.
Anna (mamma di Giulia)
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Per i Bandisti : Nella Sezione "Calendario Prove - Eventi" ora trovate oltre agli appuntamenti con date e orari di ritrovo anche le mappe di google per arrivarci.
Il CMC di Cornaredo in un film !
Domenica 5 giugno 2011 è stata per il Corpo Musicale Civico di Cornaredo una domenica davvero speciale : l’intera giornata, dalle 10 del mattino e sino alle 19 di sera ci ha visti partecipi, anzi comprimari, nelle riprese di un film. Sì, incredibile, un vero e proprio film.
Come è potuto accadere ?
Il tutto è nato con il concerto che il CMC ha tenuto per la ricorrenza di S. Cecilia a Casa Verdi, la dimora che il grande musicista ha voluto nel cuore di Milano come casa di riposo per i musicisti.
Il concerto, tenuto a novembre 2010, aveva dato un eccellente esito e la coppia regista-produttore che era casualmente presente per studiare la location di un nuovo film ci ha - detto e fatto - assoldato per le riprese di una parte del film stesso, esattamente delle sequenze finali.
Così ecco che in questa domenica di giugno, mentre fuori imperversa il diluvio, ci muoviamo con cautela tra cavi, luci, camere, microfoni e ciak cercando di seguire al meglio le indicazioni della regista e mostrando alle camere di ripresa il nostro profilo migliore.
L’obiettivo della giornata è quello di registrare l’importante scena nella quale suoniamo un brano appositamente composto per il film che accompagna il coro costituito dai residenti a Casa Verdi.
E come in ogni film che si rispetti dobbiamo ripetere la scena più e più volte.
Si registra separatamente l’audio da diverse posizioni, poi il video da altrettante angolature e con primi piani fissi e mobili. Si modificano le luci, si provano le inquadrature.
Ciak, azione. Silenzio, ciak, azione, …...
Una esperienza che inizia come una festa, eccitante e divertente, poi man mano si fa sempre più seria e faticosa sino ad arrivare a sera che non se ne può più, sfiniti. Che mestiere duro quello delle comparse.
Di contorno scopriamo i personaggi che abitano casa Verdi, personalità ancora brillanti e non domate dall’età. Spicca l’elegante 94-ne che suona ancora splendidamente il flauto, il violinista ancora in forma, anche lui sopra i 90, e le primedonne che con l’età, ovviamente non conosciuta ma talvolta vicina al secolo, non perdono smalto, lucidità e sdegnosa fierezza.
Il film non ha ancora un titolo definitivo e per ora ne conosciamo solo alcuni spunti della trama, che intreccia tre personaggi residenti a casa Verdi con le loro storie e la loro forte, e di certo non facile, personalità. Uscirà verso la fine dell’anno e saremo invitati alla prima.
Siamo davvero curiosi di vedere il risultato.
Intanto possiamo già andare fieri di questa nostra preziosa esperienza.
Nel Corpo Musicale Civico di Cornaredo può accadere anche questo : un film.
Avvenimento "Storico" per il CMC che si è esibito per il Concerto di S.Cecilia presso l'ottocentesca Casa "G.Verdi" di Milano.
CALOROSA ACCOGLIENZA A CASA VERDI PER IL CMC CORNAREDO
Domenica 21 novembre 2010 rimarrà negli annali del Corpo Musicale Civico di Cornaredo.
Invitato a tenere nella sala d’onore di Casa Verdi a Milano il concerto per la festività Santa Cecilia, protettrice dei musicisti, ha ricevuto non solo una calorosa accoglienza ma un plauso convinto ed entusiasta al termine della sua esibizione. Un vero successo.
Casa Verdi, costruita dal grande musicista, ospita come è noto musicisti a riposo dopo una carriera spesso famosa e sempre brillante, nonchè studenti internazionali (16) ospitati durante la frequenza del Conservatorio, Accademia della Scala o Civica Scuola di Musica.
I musicisti del CMC, entrati in punta di piedi nella bella sala e timorosi di dover suonare in un posto così sacro e di fronte ad un pubblico così competente, sono man mano riusciti a trasformare il timore reverenziale in un’ alta concentrazione e passione. Così le musiche di Čajkovskij, De Haan, Piazzolla, Piovani, Dvorak e Verdi, sotto l’attenta direzione del Maestro Ferdinando Dani, sono risuonate nella sala con una intensità ed una omogeneità straordinarie.
Al termine i componenti del CMC erano soddisfatti di aver ben superato la difficile prova, e gli ascoltatori mostravano con numerosi complimenti ed elogi di aver davvero gradito il concerto loro offerto.
Così già sin d’ora, è rinnovato l’ appuntamento per il CMC Cornaredo a Casa Verdi per il prossimo anno.
A noi piace la vecchia accezione : banda. Oggi si tende ad usare termine più moderni, foneticamente più gradevoli : Orchestra di fiati, Insieme fiati, Corpo musicale e persino Ensemble.
Ma a noi piace banda. Banda è un termine carico di storia e la nostra banda di storia sulle spalle ne ha tanta (105 anni, si può ben dire ‘suonati’).
La banda di paese, nella prima metà del ‘900 in assenza di televisione, aveva l’importante compito di portare la musica d’opera fuori dai grandi teatri e farla conoscere alla gente comune, vale a dire che la musica arrivava nei paesi attraverso la banda. A questo si affiancava il compito di dare solennità alle funzioni religiose e civili all’aperto (processioni, cerimonie ed anche funerali) nonché di portare gaiezza in occasioni di festa. Per i bambini di ogni tempo il suono della banda significa festa.
L’entrare nella banda era un privilegio riservato a pochi, avveniva a seguito di selezioni che non riguardavano solo l’aspetto musicale ma anche quello comportamentale, non veniva ammesso nella banda chi era conosciuto come poco di buono, violento o incline al bere, in compenso attraversare il paese con la divisa della banda era di grande prestigio, chi suonava conosceva la divina arte...(per rivivere l’atmosfera di una banda d’altri tempi si può leggere ‘Almeno il cappello’ , recente romanzo di Andrea Vitali, bravissimo ricostruttore dei tempi andati).
Oggi suonare nella banda non è più forse così prestigioso ma la banda ha conservato una sua importante funzione all’interno della comunità di un paese.
Continua infatti ad accompagnare le cerimonie civili e religiose fornendo l’impronta di solennità, continua a fornire atmosfera di festa con il suo passaggio e le sue marce allegre.
Una delle sue più importanti funzioni è diventata quella educativa e di formazione musicale. Molti ragazzi passano tra le sue file, imparano a suonare uno strumento, ci rimangono un po’ e poi vanno per la loro strada nella vita, portando con sé un patrimonio importante. Il fare musica infatti non solo educa la sensibilità musicale - e chi ha prodotto musica ne sa apprezzare meglio il valore - ma educa la sensibilità tout court ed il carattere, la costanza di un impegno, la capacità di dare correttamente il proprio apporto in un gruppo senza prevaricare.
Purtroppo oggi non è facile far comprendere il valore di un’ educazione musicale ed il valore di una banda, che non offre ai ragazzi, come altre attività, prospettive di facile successo. E quindi la nostra, come un migliaio di altre bande italiane, soffre di un congenito problema di lotta per la sopravvivenza tra problemi economici, organizzativi e di organico.
Ma intanto teniamo duro…
Sergio Brignoli
flicorno baritono
I giovani sono spesso accusati di conformismo ed apatia.
Ma non quelli che fanno musica.
La musica tiene svegli il cervello ed il cuore, è maestra di disciplina.
Chi la pratica non conosce quei terribili vuoti interiori che sono all’origine di tanti problemi dei ragazzi.