Il Maestro

Ferdinando Dani

Ferdinando Dani è nato a Salò (BS).

Inizia gli studi musicali al Conservatorio di Brescia studiando sia Fagotto che Pianoforte.

Suona per alcuni anni in formazioni cameristiche (duo,trio,quartetto e quintetto).

Contemporaneamente insegna educazione musicale alla scuola media.

Inizia a dirigere la prima Banda Musicale a 20 anni.

Successivamente si specializza in Musicoterapia e intraprende un'esperienza lavorativa come Musicoterapeuta lavorando per 11 anni in un centro riabilitativo per bambini e adolescenti psicotici e autistici.

 

Frequenta corsi di Fenomenologia Musicale e direzione d'orchestra a Monaco di Baviera con il Maestro Sergiu Celibidache.

 

 

Ha diretto all'estero orchestre sinfoniche e l'orchestra del teatro dell'opera di Craiova in Romania.

 

 

Ha diretto per tre anni la Banda Musicale di Volbarno (BS).
Ha diretto per un anno la Banda musicale di Cisliano (MI).

Ha diretto per tre anni la Banda musicale di  Trezzano sul Naviglio (MI).

Ha diretto per quindici anni la Banda musicale Santa Cecilia di Vignate (MI).

Questi concerti, per quindici anni, sono stati eseguiti con la partecipazione come Voce Recitante, dell'indimenticabile soprano Franca Fabbri.

Attualmente, da tredici anni, è Maestro stabile del Corpo Civico Musicale di Cornaredo (MI).

E' stato membro di giuria per diversi concorsi musicali, tra i quali:

1) Concorso di tenori "Teatro Symphony Hills" a Tokyo (2013).

2) Concorso Internazionale di Musica da Camera "Tadini" a Lovere (BG) nel 2016.

3) Dal 2010 è membro stabile del concorso pianistico "Piano Talents" presso Casa Verdi a Milano.

 

- Nel 2016 ha tenuto una tournée in Giappone di conferenze sulla figura di G.Verdi a: Sendai nel Centro Culturale, Saitama nell'Auditorium, Tokyo presso l'istituto di Cultura, Nagoya nel Centro Culturale, Kobe al Museo d'Arte Moderna.
Sempre a Kobe ha diretto anche un concerto d'Arie d'Opera italiane.

- Nell'Ottobre 2017 è stato invitato al Festival Verdiano di Parma "Casa della Musica" per una Conferenza sulla figura di Giuseppe Verdi.

- Nel 2018 ritorna in Giappone per altre conferenze sempre su Giuseppe Verdi a:

1) Kyoto presso l'Università delle Arti.

2) Kobe presso l'Università della Musica.

3) Alla fondazione Kawai a Hamamatsu.

4) A Nagoia al Centro Culturale Palazzo di Higashi Sakura.

- Dal 2008 lavora come dipendente alla "Fondazione Giuseppe Verdi" di Milano "Casa dei Musicisti" come responsabile delle Attività, Visite Guidate, Concerti ed Eventi Culturali. 

 

Tratto dal libro “Abbiamo amato Puccini”

Di Emilio Giuseppe Spedicato


Dani Ferdinando: Quanti segreti conoscerai a Casa Verdi?

 

Ho conosciuto Ferdinando Dani in una cena a casa del soprano Franca Fabbri. Ferdinando è un musicista che lavora alla Casa Verdi di Milano, la bella struttura con le tombe di Giuseppe Verdi e della moglie Giuseppina Strepponi, che ospita un centinaio di musicisti anziani (alcuni di età prossima ai cento anni). Sono anche ospitati in un’ala speciale giovani stranieri che studiano a Milano (fra i quali trovai la brasiliana che tradusse in portoghese i miei articoli su Toscanini e la Oliviero, ora disponibili in 25 lingue). È ben noto che Verdi, che aveva perso i due figli avuti dalla prima moglie Barezzi e non ne ebbe dalla Strepponi, era molto generoso e pensò di costruire una casa per musicisti anziani e bisognosi. Il criterio del bisogno economico non è ora importante, ma l’esistenza di una struttura dove persone che hanno avuto un grande ruolo nel campo musicale (come cantanti, solisti, orchestrali, direttori …) possono passare l’ultima parte della vita con persone di simili interessi artistici, è un illuminato mecenatismo di Giuseppe Verdi, non solo grande compositore e musicista, ma uomo di alta maturità e moralità.

La Casa Verdi si trova vicino alla vecchia Fiera di Milano (ora spostata a dove era la vecchia raffineria di Pero, vicino a Rho); questa zona era ancora periferica quando fu costruita un centinaio di anni fa. È un edificio in stile d’epoca, recentemente rinnovato. Gli ospiti hanno stanze singole bene arredate, a volte anche delle suites. Possono avere i pasti in un elegante saletta. Hanno una biblioteca e locali con strumenti musicali, in particolare pianoforti. Qui gli ospiti che vogliano possono insegnare. Ricordo le lezioni del soprano Vasta, artista in possesso ad oltre ottanta anni di una bellissima voce. Ammirai la sua voce dal timbro stupendo durante una messa in ricordo di Giuseppe di Stefano, organizzata dalla giornalista Valeria Pedemonte nella chiesa di Montù Beccaria. Occasionalmente si organizzano importanti concerti, fra i quali ho ascoltato il saggio degli studenti dell’Accademia della Scala. Studenti da molti paesi, Italia, Corea, Giappone, Cina, Russia o Ucraina, Germania… e ricordo la meravigliosa voce di un basso italiano, Marco Spotti, allievo di Carlo Bergonzi.

Ferdinando Dani svolge un ruolo importante alla Casa Verdi, ed è inoltre direttore di bande musicali nella zona milanese. Originario di Salò, ha studiato ai conservatori di Brescia e di Vicenza. È un pianista di notevole livello. Ha seguito per vari anni i corsi a Monaco di Baviera di Sergiu Celibidache, il geniale direttore di orchestra rumeno dalla vastissima cultura musicale. È noto che una grande carriera nel campo musicale è destino per pochi, che uniscano alle necessarie alte qualità musicali l’occasione di incontri fortunati. Dopo un lavoro di scarso interesse, Ferdinando è stato assunto alla Casa Verdi. Qui è una guida informatissima e avvincente dei gruppi di visitatori e svolge musicoterapia nei confronti degli ospiti anziani e bisognosi.

Ferdinando, che ha passato da non molto la cinquantina, è nato in una famiglia dove la musica era praticata a livello amatoriale. Il nonno materno suonava il clarinetto, uno zio il basso tuba, la mamma aveva studiato violino, il nonno paterno pianoforte. Entra in conservatorio a undici anni, si diploma a fine degli anni ottanta, specializzandosi in fagotto e pianoforte. Non ha un buon giudizio dei suoi insegnanti, cosa che ho riscontrato con altri, causa i criteri per l’assunzione dei docenti dei conservatori che non privilegiano sempre la qualità.

Pur non avendo studiato direzione, a ventidue anni inizia a dirigere la banda di Vobarno, paese fra Brescia e Salò. Insegna poi educazione musicale alle scuole medie, e studia musicoterapia a Milano ottenendo un diploma riconosciuto dalle ASL. Lavora quindi undici anni come musico terapeuta in un centro riabilitativo per bambini psicotici e autistici. È una attività complessa, con aspetti interdisciplinari, ma il centro, gestito male dal responsabile, fallisce, e lui si trova senza lavoro. Passa un anno disoccupato, salvo saltuarie lezioni di pianoforte, infine ha l’dea di sfruttare la sua competenza in musicoterapia nelle case di riposo, applicandola a pazienti affetti da Alzheimer, e così gli si aprono le porte della Casa Verdi. Osserva che la musicoterapia opera differentemente a seconda delle tipologie dei pazienti, e che generalmente produce effetti positivi. Gli autistici tendono a comporre musica basata sui loro ritmi interiori. La memoria di coloro che sono affetti da Alzheimer può essere in parte risvegliata dalla musica ascoltata, ad esempio alcuni ascoltando motivi al pianoforte dei quali non ricordano le parole sono in grado di cantarli con le parole corrette.

Ricorda il fenomenale Celibidache, direttore della filarmonica di Monaco, le cui lezioni avevano una forte componente filosofica, basata su uno sviluppo delle idee di Usserl, nell’ambito di una teoria sul suono e gli epifenomeni. Celbidache era filosofo, matematico, parlava dieci lingue, era stato assistente di Furtẅangler. Seguì le sue lezioni fra il 1987 e il 1995. È ora alla casa Verdi da tre anni. Da lui so della presenza nella Casa di Veronica Kleiber, la figlia del grande Erich e sorella di Carlos, che, seguendo il padre, mai rilascia interviste, e quindi dice inizialmente di no ad una mia richiesta. Ma poi trovo il modo di farle cambiare idea, e apparirà quindi spero in un mio prossimo libro.

Ha continuato in questi anni a dirigere bande musicali, in particolare quelle di Cornaredo, Vignate, Trezzano sul Naviglio. Sono bande che hanno una tradizione centenaria nella divulgazione di varie tipologie musicali come: musica sinfonica, lirica, colonne sonore di film, etc. Vi suonano persone di ogni età, molti i giovani, a Vignate circa la metà, a Cornaredo di età fra i 14 e i 25 anni… L’organico delle orchestre varia dai 25 e i 50 membri, l’impegno per la preparazione dei concerti è significativo, con due prove alla settimana. Gli orchestrali operano a titolo esclusivamente volontario.

Dopo la caduta di Ceausescu, Ferdinando è stato come direttore d’orchestra in Romania, con concerti sia a Bucarest che a Craiova, trasmessi dalla radio. Le bande hanno un vasto repertorio, oltre a quello classico, suonano autori moderni (Rota, Piovani, Morricone da arie di film), brani folkloristici ed anche composizioni musicali per fiati.

Ferdinando nota un grande interesse da parte del pubblico. Ho avuto occasione di ascoltarlo con la banda di Cornaredo alla Casa Verdi e devo dire che raramente ho sentito un’orchestra così ricca di colore ed espressività. Un’esperienza affascinante ben al di là delle aspettative.